Provate a chiamarla solo Peugeot 205... se avete il coraggio!

Turbo 16, 205 Turbo 16. Questa è la Peugeot che negli anni '80, grazie a rally e Dakar, ha creato un vero e proprio mito ed ecco perchè averla a disposizione, visti i pochissimi esemplari circolanti stradali, è davvero un'onore per qualunque appassionato di classiche sportive.

Una genesi, quella della Turbo 16, resa celebre dalle competizioni, ma fondamentale per il successo del costruttore francese. Agli inizi degli anni '80, infatti, dopo il fallimento della collaborazione con Chrysler e con una gamma da aggiornare, Peugeot affida il piano di rinascita aziendale a Jones Bruleur che punta tantissimo sul progetto M24 (il nome in codice di quella che diventerà la 205). Per fare questo però c'è bisogno della visibilità offerta dalle corse, da qui la decisione di entrare nel mondiale rally, creando la divisione Peugeout Talbot Sport (affidata ad un ex copilota di rally Jones Todt), chiamata a contrastare le temibili avversarie dell'epoca. Nel 1982, infatti, venne introdotta dalla FIA, la categoria Gruppo B, in sostituzione alle categorie gruppo 4 (gran turismo modificate) e gruppo 5 (gran turismo prototipo). Questo momento della storia Peugeot, si chiama 205 Turbo 16 ed inizia nel 1983, quando la casa di Sochaux mette in commercio 200 vetture (tutte di colorazione grigio scuro) contemporaneamente allo sviluppo della EVO (che avrebbe dovuto esordire in gara quell'anno). Il regolamento infatti prevede la produzione di almeno 200 auto in un anno per l'omologazione del modello. I cavalli della versione stradale sono 200 a 6750 giri al minuto, scaricati a terra da una raffinata trazione integrale (caratteristiche che la spingono fino a 210 km/h, mentre per lo 0-100 servono 6 secondi). Il debutto dei rally avviene nel 1984 con un terzo posto, mentre nell 1985, gli obiettivi del leone vengono centrati. La corsa alle potenze esapserate non si ferma e nell'86 i cavalli diventano 560, sufficienti per agguantare il 2° mondiale costruttore.

Alcuni la vedono come a metà strada tra la gran turismo gt e l'imiego agonistico, ma ad avviso di molti appassionati, la silouette della Turbo 16 è per lo più figlia delle corse. Il frontale è la parte che più si avvicina alla 205 normale, oltre ai tipici gruppi ottici posteriori. Perchè se ci si concentra sui particolari come i passsaruota allargati, sui scudi, paraurti avvolgenti, sullo spoiler anteriore e sui quello posteriore regolabile, per non parlare delle ENORMI prese d'aria sul cofano e laterali, bhe allora si respira escusivamente aria di rally.

Il motore, posizionato dietro ai soli due sedili disponibili all'interno, impone una riprogettazione di tutto l'abitacolo, totalmente differente rispetto al resto della famiglia. I due occupanti viaggiano comunque comodi sui sedili regolabili, ma non troppo imbottiti, mentre l'impostazione del resto della plancia è maledettamente sportiva. Ben visibile la strumentazione, sia per quel che riguarda l'indicatori tradizionali posti dietro al volante, con logo Turbo 16, sia per quelli addizionali al centro, che fanno molto race. L'aria condizionata non è prevista e con il motore a pochi centimetri dalla schiena, la temperatura nell'abitacolo sale rapidamente; poi però ci si volta un attimo, si ammira il motore in vetrina, incorniciato dal telaio tubolare, e tutto si rinfresca.

Una "205" che di serie vanta 3 differenziali, tra cui il centrale epicicloidale che ripartisce la coppia del 34% davanti e del 66% dietro accopiata ad una scatola ferguson che assicura lo slittamento progressivo di un'asse rispetto al'altro a seconda dell'aderenza (così da ottenere sempre una trazione omogenea). Nonostante tutto però lo distribuzione dei pesi, su di un totale di 1145 kg, non è perfettamente equilibrata, di conseguenza l'auto tende ad essere lievemente più sovrasterzante nelle curve veloci a sinistra, mentre rimane moderatamente sottosterzante nelle curve lente.

Ai primi "pestoni" del gas, non sembra la super car che ti aspetti, ma solamente perchè si tratti di una turbo di vecchia concezione. Vuota ai bassi regimi ed esplosiva quando si superano i 3000 giri, con un regime di utilizzo che supera i 7000 giri e che la rende imprendibile nel misto. Il sibilo del turbo ti entra dentro e ti soletica la parte più emozionale della guida, che richiede però attenzione specialistiche, anche nelle cambiate. Il 5 marcie manuale è veloce e l'escursione è breve, ma se lo si vuole utilizzare sportivamente bisogna farci l'abitudine dato che gli innesti sono bruschi, specie la 5°, che perlaltro ha una rapportatura piuttosto lunga.

I rally e la dakar hanno dimostrato il suo potenziale e a spingerla al massimo ci pensavano i piloti migliori al mondo, assistiti dai migliori meccanici del mondo perchè una meccanica del genere ha bisogni di tante attenzioni, visto le sollecitazioni a cui è sottoposta.

Tutta l'esperienza e la fama raccolta dalla Turbo 16 sui campi di gara contribuiscono a far crescere Peugeot e tutti i suoi modelli, con la 405, ad esempio, che ha fino agli anni '80 vince diversi premi e la 205 che diviene un vero e proprio "best seller" con le sportive GT e rally che seguono la leggenda Turbo 16, ma tenendosi a debita distanza.

Autore Alexander1997
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